CHE COS’E’ PROGETTO B.A.R.C.A.?

Progetto B.A.R.C.A. è un progetto di ricerca sulla drammaturgia contemporanea che ha come obiettivo quello di portare delle novità nel mondo teatrale italiano, esplorando scenari diversi presenti in altri Paesi secondo un metodo innovativo di ricerca sul campo. Cerchiamo nuovi testi teatrali, metodologie, metodi di produzione e buone pratiche che possano funzionare una volta applicate alla nostra realtà italiana, oppure che siano di semplice stimolo alla creazione e meritino perciò, a nostro avviso, di essere diffuse e conosciute.

Pensiamo che sia un progetto necessario perché crediamo che oggi il teatro italiano abbia bisogno di essere rinnovato e di recuperare il rapporto con il pubblico, per poter sopravvivere ai cambiamenti sociali e culturali che ci circondano. In questo senso vorremmo riuscire, con il nostro lavoro, a creare delle opportunità. E’ pensato come un format, replicabile in diversi contesti e scalabile secondo le risorse e le tempistiche di volta in volta disponibili, ed è composto da tre fasi con l’intenzione di dare una possibilità di vita alle opere introdotte e non di lasciarle come parola scritta su uno scaffale. L’innovatività del progetto risiede proprio nella sua strutturazione tripartita, oltre che nell’introduzione di una nuova figura professionale nel mondo teatrale, il Theatre Hunter. Ma andiamo con ordine.

TRE FASI, UN UNICO PROCESSO

FASE 1- RICERCA: il Theatre Hunter esplora un territorio, precedentemente individuato, valutando la qualità della presenza artistica e assorbendone atmosfere e tendenze. Obiettivo di questa prima fase è individuare un gruppo di testi teatrali inediti in Italia adatti ad essere tradotti e pubblicati nel nostro Paese. Parallelamente si creano corrispondenze per assicurare una successiva trasmigrazione di testi e spettacoli italiani nel territorio esplorato, gettando le basi di un “ponte” che auspicabilmente possa unire i due Paesi ed essere percorso in due sensi.

FASE 2 – PRODUZIONE: dall’opera riunita e pubblicata si individuano 4 testi che vanno a formare il corpus di una collaborazione tra due o più Teatri italiani che decidono di entrare nella rete del progetto e di collaborare tra loro. L’obiettivo è creare una opportunità lavorativa a lungo termine e dare un impulso alla diffusione della drammaturgia contemporanea individuata.

FASE 3 – DIFFUSIONE: la conclusione ideale del progetto è un momento di condivisione che possa coinvolgere tutta la rete creata, dai partner agli autori invitati in Italia, al pubblico, nostro primo interlocutore. Per questo abbiamo pensato ad un festival estivo dove presentare gli spettacoli realizzati e contemporaneamente proporre attività di vario genere dalla didattica alla promozione. Una festa finale, per poter rafforzare le sinergie esistenti e guardare insieme al futuro.

Le tre fasi, nonostante facciano parte di uno stesso disegno, sono autonome tra loro e  possono all’occorrenza essere realizzate in maniera non consequenziale, facilitando così la scalabilità del progetto e l’allineamento delle risorse.

Il progetto si propone di creare le condizioni per facilitare la realizzazione di tutte le fasi, assumendosi l’incarico di portare a termine alcune azioni fondamentalil come la ricerca sul campo e la creazione di reti. A seconda delle collaborazioni innescate, si confronterà con i suoi interlocutori per pianificare lo sviluppo degli step successivi.

PERCHE’ L’ARGENTINA? 

Tutto è nato dalla curiosità e dallo spirito di avventura che ci ha portato a scoprire un universo artistico poco frequentato, quello argentino. Ascoltando le storie che questa società metteva in atto, abbiamo percepito un senso di familiarità che ci ha fatto riconoscere in qualcosa che all’inizio sembrava tanto distante e che tuttavia conservava qualcosa di conosciuto, di originario. Il confronto con qualcosa di lontano, di esotico nel quale cercare degli elementi di identificazione è tipico dell’artista. L’Argentina dà questa possibilità al teatrante e allo spettatore italiano, grazie ad una forte corrispondenza culturale che noi abbiamo dimenticato ma che può regalarci ancora tanto.

Tra Italia e Argentina esiste da sempre un dialogo fertile, uno scambio di uomini e pensieri in molteplici ambiti sociali e culturali. Il fenomeno storico dell’emigrazione italiana verso l’Argentina è massiccio da metà ‘800 ai primi decenni del ‘900, e prosegue, con un flusso meno importante, fino a metà degli anni ’60. A seguito di una situazione politica complessa, verso la fine del secolo scorso la tendenza si inverte e l’Italia ospita gruppi di artisti che qui cambieranno il corso dell’avanguardia artistica, come César Brie e la famosa Comuna Baires. Oggi, nuovamente, molti giovani italiani scelgono l’Argentina come Paese dove stabilirsi. Teatralmente parlando, in Argentina negli ultimi 10 anni si assiste al progressivo rafforzamento della scena indipendente, per qualità e quantità delle proposte artistiche. E’ ad oggi un mercato in continua evoluzione con una forte propensione all’internazionalizzazione. Numerose sono le sinergie tra artisti argentini e soggetti che operano nella cultura in Europa soprattutto in Francia e in Spagna, con iniziative di produzione e diffusione culturale. Ultimamente anche l’Italia scopre i drammaturghi argentini di maggior rilievo e inizia un percorso di conoscenza delle opere e delle Compagnie attraverso ospitalità in festival e cartelloni. Due esempi su tutti: “Il panico” di Rafael Spregelburd, regia di Luca Ronconi e produzione del Piccolo Teatro di Milano nella stagione 2013/14; “Emilia” di Claudio Tolcachir con regia dell’autore, produzione del Teatro Argentina di Roma nella stagione 2016/17. 

Per tutti questi motivi nasce il Progetto B.A.R.C.A. Dall’esigenza di creare nuove opportunità di lavoro nel campo teatrale. Dalla voglia di aprire un dialogo con la scena internazionale contemporanea. Dalla necessità di riconnettere l’artista e la società, utilizzando il testo teatrale come veicolo di questa evoluzione.

“I have a dream”

Tutto nasce da una visione.

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